Visita alle monache Clarisse del Convento di San Lorenzo
Venerdì 18 Dicembre noi alunni della classe I C, insieme alle prof.sse Consolati, Palombo e Torretti, siamo andati al Monastero di San Lorenzo di Belforte del Chienti per incontrare le monache Clarisse.
Il monastero si trova vicino alla nostra scuola e la passeggiata per arrivare è stata breve. Arrivati avanti al portone abbiamo suonato e quando ci hanno aperto siamo entrati in un piccolo ingresso, abbiamo dovuto oltrepassare varie porte per raggiungere la stanza dove si trovavano le monache. Questa sala era lunga e spaziosa e divisa a metà da un’inferriata. Le monache si trovavano oltre l’inferriata e ci hanno accolto con molta gentilezza. Avevano sistemato tante sedie dove tutti noi abbiamo trovato posto e, dopo i saluti, abbiamo cominciato a fare loro delle domande che avevamo preparato a scuola con la prof.ssa Palombo.
Nel convento ci sono nove monache e ben cinque di loro provengono dal sud-est asiatico. La madre superiora è di origine thailandese. È lei, insieme ad un’altra monaca un po’ più anziana, che ha risposto alle nostre domande. L’intervista è stata divertente perché le suore rispondevano con battute di spirito e frasi scherzose! Ci hanno spiegato che prima di diventare monache conducevano una vita normale, come tutte le ragazze della loro età. Vivevano insieme ai loro genitori, andavano a scuola e avevano amici con cui giocare. Per ognuna, poi, la scelta di entrare in convento è avvenuta in modo diverso e personale, anche se per tutte la decisione è avvenuta in giovane età. Addirittura una di loro ha deciso che sarebbe diventata monaca quando frequentava l’asilo! Ci hanno spiegato che prima di prendere i voti perpetui hanno vissuto in convento per un po’ di tempo, al fine di sperimentare il cambiamento di vita che avrebbero fatto e capire se potevano adeguarsi alle regole ed alle abitudini della vita religiosa. Le famiglie all’inizio non erano d’accordo con la loro scelta, i genitori dicevano loro che la vita in un convento di clausura è piena di sacrifici e di solitudine e che avrebbero dovuto rinunciare a formare una famiglia e a tanti altri piaceri. Loro hanno dovuto confrontarsi parecchio con i loro familiari per convincerli che erano certe della loro scelta e che erano felici di diventare monache di clausura.
Le religiose indossano la tonaca di san Francesco e il velo sul capo rappresenta la scelta della consacrazione e dell’obbedienza alla Regola dell’Ordine di S.Chiara, discepola spirituale del poverello di Assisi. Ci hanno spiegato che per loro non è stato assolutamente difficile lasciare la vita che conducevano prima e non è un sacrificio vivere nel loro convento, lontano dal benessere e dalla compagnia della gente. La vera felicità è arrivata con la vita religiosa, prima infatti erano insoddisfatte e inquiete, ora invece si sentono serene e fortunate. Possono incontrare senza limitazioni i loro familiari o altri visitatori, ma devono rimanere dietro la grata. La madre superiora ci ha raccontato che in alcune occasioni sono dovute uscire dal convento per un po’ di giorni per recarsi nel loro paese di origine e assistere un loro familiare che stava male, ma dopo un po’ sentivano una grande nostalgia per il loro convento e non vedevano l’ora di tornare alla loro vita e alle loro abitudini, lontano dalla confusione e dal rumore del mondo.
La vita di clausura è una vita contemplativa; le monache vivono chiuse nel convento e distanti dal mondo, ma si sentono accanto alla gente con il cuore e con la preghiera. La giornata comincia molto presto ed è scandita dai momenti di preghiera, che possono avvenire insieme alle consorelle o in raccoglimento nella propria stanza, ma anche da momenti di lavoro. Nel convento c’è tanto da fare! Bisogna coltivare l’orto, cucinare, riordinare le varie stanze, poi accudire e assistere le monache più anziane. Inoltre le religiose esse realizzano piccoli oggetti come fiori di stoffa e altri graziosi manufatti che vendono per ricavare sostentamento. Tra i tanti impegni c’è spazio anche per festeggiare i compleanni e per ridere e scherzare tra di loro. Le monache non possono guardare la televisione o ascoltare la radio, a meno che non accada un evento veramente straordinario come ad esempio l’elezione del Papa, inoltre non possono leggere giornali e riviste se non quelle autorizzate dall’Ordine. Negli anni passati delle signore del paese facevano per loro delle commissioni fuori dal convento, ma ora non hanno più questo tipo di aiuto e il Vescovo ha dato loro il permesso di uscire per fare la spesa e sbrigare tutte le pratiche di cui necessitano. La madre superiora guida la macchina e questo per loro è di grande aiuto.
Al termine dell’incontro abbiamo intonato un canto natalizio e abbiamo pregato tutti insieme. Poi le monache ci hanno offerto la merenda con brioches e succhi di frutta; infine, quando stavamo per andare via, ci hanno regalato dei fiori di stoffa, realizzati da loro, con la statuetta di Gesù Bambino. È stata davvero una bella esperienza! Abbiamo conosciuto una realtà tanto diversa dalla nostra ma che avviene vicino a noi. Quando siamo tornati in classe ognuno ha riferito cosa lo avesse colpito di più di quell’incontro e tutti sono stati d’accordo nel dire che il sorriso sui volti delle monache e i loro racconti di vita serena ci hanno trasmesso tanta pace e armonia.
Classe IC
- Suore Clarisse del convento di San Lorenzo
- Incontro con le suore Clarisse del convento di San Lorenzo
- Incontro con le suore Clarisse del convento di San Lorenzo
- Suore Clarisse del convento di San Lorenzo